ORIZZONTI DI SABBIA
Testo di Fiorenzo Revelli
Associazione “ Totem e Tabù,
club di liberi viaggiatori
Boves -Cuneo-
Deserti infiniti, dune di sabbia vellutate e morbide, incisioni rupestri, immensi siti archeologi romani, cortesia e disponibilità della gente: questa è la Libia
Conoscere un paese prima di andarci attraverso letture di libri o riviste di viaggi stimola certamente l’entusiasmo e la fantasia, ma la cosa che conta è l’esperienza diretta. Le emozioni che ogni giorno incontri nella realtà ti entrano dentro e neanche il tempo, che fa sbiadire i ricordi, riuscirà a cancellarli.
Quando penso al viaggio effettuato in Libia con mia moglie e l’inseparabile camper, nella mia mente affiorano una quantità di immagini e ricordi che mi fanno rivivere ogni momento.
Espletate le pratiche doganali eccomi a percorrere le strade libiche perfettamente asfaltate, a leggere le segnalazioni stradali solo in arabo, mentre il vento del deserto, sollevando nuvole di sabbia, ci dà il benvenuto.
Man mano che ci addentriamo nel cuore del deserto la tempesta di sabbia aumenta di intensità, regalandoci uno spettacolo affascinante.
Il paesaggio appare offuscato da un sottile velo di un colore indefinito, neutro; le poche case, mimetizzate dalla polvere, quasi non si vedono e la strada è attraversata da ondate sottili di sabbia che corrono da un lato all’altro dell’asfalto. Alcuni pastori, che attraversano la piana al seguito dei loro cammelli, sono sferzati dal vento e le loro tuniche bianche e larghe si gonfiano come vele marine.
L’entusiasmante spettacolo dura l’intera giornata; meno entusiasmante è stato poi togliere lo spesso velo di sabbia che si era depositato in ogni angolo del camper.
Gadhames è un altro indelebile ricordo. Nella parte vecchia di questo antico centro carovaniero non abita più nessuno, ma il suo groviglio di suggestive stradine (alcune sotterranee), le sue mura di mattoni di fango imbiancati a calce, le sue piazzette ombrose e solitarie, la sua moschea color della neve, ne fanno un luogo suggestivo, una città museo giustamente chiamata: “ Perla del deserto”
Anche la gente incontrata mi è rimasta impressa. Alcuni vecchietti parlano ancora un po' d’italiano appreso a scuola durante la nostra occupazione (1911- 1943) e ci raccontano, orgogliosi, episodi del tempo passato legati alla loro gioventù.
Nei centri urbani giriamo indisturbati, la gente ci osserva silenziosa, so che non hanno a disposizione grandi risorse economiche, ma c’è una grande dignità in loro : lo vedo negli occhi fieri delle donne, negli sguardi sereni dei bambini, nei loro allegri giochi fatti di niente; nessuno ci chiede nulla, solo io, con imbarazzo, chiedo di fare qualche fotografia ricordo.
Poi ci sono i grandi siti archeologici come Leptis Magna, la città di Settimio Severo e di Caracalla. Ma quello che più stupisce è il paesaggio o meglio i deserti.
Nella cittadina di Germa, con un fuoristrada e autista che funge da guida, partiamo alla volta dei laghi Gabron e Mandara. Attraversiamo un oceano di dune alte centinaia di metri, ci inerpichiamo per rapide salite per gettarci a capofitto da pendenze incredibili. Abbiamo davanti uno scenario da fiaba avvolto da un misterioso ed assoluto silenzio. Dopo circa 40 Km ecco apparirci, incuneati in questi orizzonti di sabbia, i primi laghi, con colori che vanno dal rosso, al blu, al verde.
Anche a Ghat, lasciamo il camper e programmiamo un’escursione di due giorni nel deserto dell’Acacus. Con un’autista, una guida Tuareg, una Land Rover attempata ed una mia preghiera rivolta al Dio dei viaggiatori affinché assista questo ammasso di vecchie ferraglie su cui siamo seduti, partiamo. Imbocchiamo la pista sassosa che porta verso l’Algeria per incontrare quasi subito un paesaggio fantastico fatto di sabbia e di rocce gettate alla rinfusa.
Figure geometriche di ogni dimensione, forme umane, cattedrali gotiche, colonne scolpite per millenni dagli agenti atmosferici si susseguono come i clic della mia macchina fotografica. Nel pomeriggio andiamo a scoprire le pitture rupestri. Animali, scene di caccia, mandrie, danze rituali spuntano dalla roccia che per millenni ha conservato le testimonianza di queste antiche popolazioni.
Tutto va per il meglio, l’attempata Land Rover talvolta ansima, tossisce, ma fa il suo dovere e le guide sono diventate compagni di viaggio, amici conosciuti da sempre.
A sera montiamo le tende, accendiamo il fuoco, facciamo il pane, riscopriamo il piacere di giocare e cantare insieme facendo le ore piccole.
Poi cala il silenzio, la brezza si placa, i granelli di sabbia non rotolano più, si possono ascoltare le emozioni che solo il deserto sa offrire.
PERCORSO
Da frontiera a frontiera ( Andata e ritorno): Km 6400
Mezzo : Camper
Difficoltà: medio/ bassa
Foto: nessun divieto eccetto zone militari
Costo: Basso (fatt aeccezione per la tassa d'ingresso)
Arte e storia: ***** Natura: ***** Sport e divertimenti *
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1 Partenza: Genova Tempo di spostamento: 24h
Arrivo : Gaulette (Tunisi porto) Mezzo : Nave
Ci imbarchiamo da Genova il l° marzo 98 ore 16 sulla nave tunisina Habib molto affollata. Abbiamo scelto la 2° classe ma le cabine, anche se riservate a due posti, sono orrende, soffocanti; optiamo, pagando la differenza, per la prima classe, comode e confortevoli.
Allo sbarco le pratiche doganali per il visto sono abbastanza veloci. Pernottiamo a pochi Km dal porto nel piazzale antistante la stazione di polizia della Gaulette. Questa cittadina è graziosa, con ristorantini, alberghetti, negozi vari.
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2 Partenza: Gaulette
Arrivo : frontiera libica Tempo: 10h
Distanze: Km 628 ( comprese soste a pasti)
Partenza alle ore 7 direzione Tunisi che dista 10 Km . All’inizio della città, al primo semaforo, si svolta a sinistra imboccando l’autostrada per Hammamet e Sousse (costo 5 dinari ca). Viaggio tranquillo in mezzo a piantagioni di ulivi, traffico non eccessivo, temperatura mite. A dieci Km prima della frontiera cambiavalute con grossi mazzi di dinari libici vi invitano al cambio nero. Anche noi contrattiamo e cambiamo il necessario per l’intero viaggio. Le pratiche doganali per entrare in Libia non sono troppo complesse, e richiedono mediamente un tempo di due- tre ore. La polizia di frontiera è molto cortese e ci aiuta a compilare i formulari scritti in arabo fornendoci traduzioni in francese o inglese. A pratiche ultimate ci vengono consegnate le targhe libiche che leghiamo vicino alle nostre . Ormai è buio, la sosta è vietata per diversi Km prima e dopo la frontiera, non ci rimane che proseguire. Superiamo due posti di polizia, al terzo chiediamo di parcheggiare. Con tanta premura e gentilezza ci assegnano il luogo per la sosta notturna.
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3 Partenza: frontiera
Arrivo : Gadhames Durata: 10h
Distanza: Km 592 (comprensive di soste e visite)
Partenza alle 7. Il vento continua a soffiare sollevando nuvole di sabbia. Il paesaggio è brullo con palme rinsecchite e qualche verdeggiante albero di eucalipto. Raggiungiamo la prima città: Zuara, dove facciamo provviste alimentari.
Ci fermiamo a Nalut, cittadina arroccata su un altopiano che domina la pianura sottostante. Interessante la parte antica con il castello che fungeva da granaio e magazzino per tutti gli abitanti. Non ci sono altri turisti.
La tempesta di sabbia continua rabbiosa oscurando il sole. Nel pomeriggio inoltrato arriviamo a Gadhames, il vento è cessato, il cielo ritorna limpido ed azzurro, e noi ci fermiamo nel campeggio, ben segnalato, all’ingresso della città.
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4 Partenza: Gadhames
Arrivo : Shwairif Durata: 8h
Distanza: Km 515 (comprese soste varie)
Al mattino, sotto la luce calda e dorata del sole, rivisitiamo Gadhames, ripercorriamo le sue stradine sotterranee illuminate dalla luce che filtra dalle aperture che di tanto in tanto si aprono verso l’alto, ed alla fine sbuchiamo in verdeggianti giardini e palmeti. Nella città nuova troviamo negozi, laboratori artigianali, un museo; ma quello che continua a stupirci è la cordialità della gente sempre disponibile per qualsiasi informazione.
Riprendiamo il camper, ritorniamo indietro di un centinaio di Km per dirigerci verso Gharyan e proseguire sempre più a sud, nel cuore del deserto. Il paesaggio è bello, ma
a lungo andare diventa monotono. A sera parcheggiamo davanti ad un posto telefonico pubblico nella cittadina di Shwayrif, da dove comunichiamo senza difficoltà con casa nostra.
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5 Partenza: Shwayrif
Arrivo: Germa Durata: 8h (comprese soste varie)
Distanza: 535 Km
Riprendiamo il viaggio, la temperatura, mattino e sera, è fredda, accendiamo la stufa.
In queste strade il traffico è inesistente , viaggiamo per ore senza incrociare nessuno. Di tanto in tanto dobbiamo fermarci ai posti di polizia, segnati da fusti di carburante posti sulla carreggiata, ci chiedono e registrano i passaporti in pochi minuti, nessuno è mai salito sui nostri mezzi per un controllo, nessuno ci ha mai chiesto sigarette od altro, anzi, sono garbati, pronti a fornirci informazioni. A Germa sostiamo nel parcheggio dell’hotel Ubari gratuitamente. Il proprietario oltre a non voler soldi per il parcheggio ci organizza l’escursione in fuoristrada agli 11 laghi che sorgono in mezzo alle dune .
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6 Partenza : Germa
Arrivo : Germa Durata: intera giornata in fuoristrada
Distanza: 80 Km ca
A bordo di un toyota con autista andiamo a New Gabron per solcare un infinito mare di sabbia. E’ un continuo saliscendi su dune altissime, levigate dal vento. Le emozioni sono tante: immensità, spazio, senso di paura per mancanza di orientamento, gioia e baldanza per essere riusciti a superare una cresta a tutto gas, delusione, ma allo stesso tempo emozione per essere stati insabbiati. Ad ogni fermata corriamo scalzi su quei granelli caldi e soffici, spesso ci viene la voglia di tuffarci e rotolarci in questo oceano infinito e silenzioso. I laghi circondati dalle dune sono suggestivi, in alcuni si può fare il bagno, sono salatissimi. A sera ci facciamo portare a Garama un antico sito archeologico a due km da Germa.
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7 Partenza: Germa
Arrivo: Ghat Durata: 6 h con fermate varie
Distanza: 415 Km
La bella strada corre dritta all’infinito in un deserto, ora sabbioso, ora con vegetazione cespugliosa, dove greggi e branchi di cammelli pascolano a proprio agio.
Il traffico è inesistente, talvolta passano ore prima di incrociare un altro veicolo. Arriviamo a Ghat, una cittadina Tuareg circondata da due catene montuose: quella dell’Acacus e quella del Tassili.. Parcheggiamo nel cortile recintato dell’unico albergo “ il Tassili”; e ci organizziamo per un’escursione di due giorni nell’Acacus.
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8 Partenza: Ghat
Arrivo: Ghat Durata: due giorni in fuoristrada
Distanza: 130/150 Km
Il deserto dell’Acacus è un qualcosa di meraviglioso. Dalla sabbia spuntano rocce dalle forme fantastiche ed il sole, che splende alto nel cielo, accende, sin dal mattino, il paesaggio con colori che tolgono il respiro. Nelle valli laterali nascoste da splendide e fantasiose formazioni rocciose spuntano le pitture rupestri. Le dune si alternano alle costruzioni rocciose, non si ha il tempo di stupirsi per una roccia che subito ne appare un’altra e un’altra ancora più fantasiosa.
A sera, in uno scenario fiabesco prepariamo l’accampamento per la notte e ci attardiamo attorno al fuoco sin dopo la mezzanotte. Questa sera non vorrei andare a dormire, resto solo fuori dalla tenda ancora un po'. L’aria è diventata freddissima, neri nuvoloni sono in arrivo, ma tutt’intorno aleggia un’atmosfera magica, un silenzio assoluto ed io sento in me una calma e una pace mai provata.
Alle 7,30, nella fresca aria del mattino, il nostro minuscolo accampamento riprende vita. Isa, la nostra guida tuareg, è indaffarata intorno al fuoco, alimentato da sfrigolanti e raggrinzite sterpaglie, a preparare l’aspro the verde.
Riprendiamo il viaggio fermandoci spesso davanti ad arcate di roccia che sembrano finestre aperte sul deserto, ai piedi di alberelli dagli aculei vistosamente pronunciati, ad un ragazzino, sbucato dal nulla, che ci offre un pezzetto del suo mondo, sassolini e punte di frecce, o presso una famiglia tuareg che continua a vivere in questi ampi e desolati spazi.
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9 Partenza da: Ghat
Arrivo a: Samnu Durata: Intera giornata intervallata
Distanza: 654 Km da diverse soste
Facciamo a ritroso il percorso, oltre Ghat è impossibile proseguire col nostro mezzo, l’asfalto finisce poco dopo. Visitiamo Ubari, l’unico grande centro con negozi e servizi. Proprio di fronte alla posta ci sono le scuole; ci siamo intrufolati dentro, gli insegnati ci hanno accolto con calore coinvolgendoci a giocare a palla con i loro allievi, nella pausa delle lezioni. Oltrepassiamo Sebha, la città dove il Colonnello Gheddafi è andato a scuola e dove iniziò la sua attività politica. In questo centro, per motivi di sicurezza, ci sconsigliano le lunghe soste, tantomeno i pernottamenti. Noi sostiamo a Samnu , piccolo e tranquillo agglomerato di case; pernottiamo presso un distributore di benzina. In Libia le pompe di carburante sono tutte aperte 24 h su 24.
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10 Partenza: Samnu
Arrivo: Maradah Durata : 12 h quasi ininterrotte
Distanza: 778 Km
Percorriamo km di deserto piatto ed arido poi a circa 200 km oltre Sebha il deserto cambia aspetto diventando nero, ed il paesaggio, con quel pietrisco che sembra carbone, assume un aspetto lunare. Passiamo ad Hon, la città dei datteri, ma non ne troviamo, i palmeti libici stanno quasi tutti morendo per la siccità.
Ora percorriamo il deserto della Sirte, arido nel primo tratto, poi incantevole per le forme assunte dalle rocce modellate dal vento e dal tempo. La strada è bella sino a Meramdah, poi per 74 km diventa un inferno a causa dell’asfalto sfasciato e buche enormi; impieghiamo tre ore a percorrere questo tratto. Intanto il buio ci ha sorpresi, non incontriamo anima viva, anche in lontananza non vediamo tracce di vita, siamo attorniati da un assoluto ed angosciante silenzio. Finalmente, superato un leggero avvallamento, ecco delle luci, è un posto di polizia dove siamo accolti con tanta cordialità ed un’offerta di invito a cena.
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11 Partenza: Presso Marandah
Arrivo: Apollonia Durata: 10 h con soste varie
Distanza: 601 Km a piacimento
Dirigiamo il cofano su Braga, Ajdabiya e ci infiliamo nell’autostrada che in 155 km porta a Bengasi. Siamo attorniati da un paesaggio verdeggiante con mandrie di mucche al pascolo e campi coltivati a frumento. Raggiungiamo Cirene, proseguiamo per Apollonia pernottando presso il Resort Massif Susch che dispone di camere , chalet ed ampi parcheggi
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12 Partenza: Apollonia
Arrivo: Bengasi Durata: 3/4 h per lo spostamento
Distanza: 252 km ca
Ad Apollonia si visita il piccolo museo e nelle vicinanze l’area archeologica che si protende in una splendida baia sul mare. Ci spostiamo di pochi km per entrare in un’altra zona archeologica che occupa una superficie vastissima con monumenti di grande interesse: è Cirene. Peccato che il sito sia poco frequentato ed abbandonato a se stesso. Nel pomeriggio siamo a Bengasi. Parcheggiamo all’Hotel Jazeer facile da trovare trovandosi sulla cornice nel pressi del porto. Per usufruire del parcheggio custodito dobbiamo prenotare la camera dal costo irrisorio di lire 12.000. L’appartamento assegnatoci, a detta del portiere, era il quartiere del generale Graziani al tempo della nostra invasione libica. Unica nota dolente, da quel tempo non sono più state fatte manutenzioni e forse neanche le pulizie. Noi dormiamo in camper. Comunque nel suo ristorante si magia benissimo. Da questo luogo centrale è possibile visitare a piedi le zone più caratteristiche di Bengasi: i souk coperti, le zone della città vecchia, i mercati di frutta e verdura, le botteghe dei numerosi artigiani.
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13 Partenza: Bengasi
Arrivo: Jaward Durata: intera giornata con fermate e
Distanza : 428 Km visite qua e là
Da Bengasi costeggiamo in direzione di Tripoli. Passiamo a Brega, Ras Lanuf, Sidra, tutte città che fungono da terminali di innumerevoli oleodotti. Nelle vicinanze sorgono interi quartieri formati da villette unifamiliari, tutte dotate di antenne paraboliche; sono le abitazioni dei lavoratori stranieri dell’industria petrolifera. Unica variante in questo paesaggio di ciminiere e tubi, sono i cammelli che, nelle zone libere, continuano a pascolare ed attraversare la strada con la loro flemma millenaria. Pernottiamo a Jaward ospitati nella caserma di polizia.
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14 Partenza: Jaward
Arrivo: Leptis Magna Durata : 6 h
Distanza: 505 Km
Tutto il percorso si snoda in un paesaggio gradevole ma non entusiasmante, il mare lo si vede a tratti e la costa, anche nei villaggi che si affacciano sul mare, è deserta e selvaggia. Passiamo a Misurata, città immersa nei palmeti e negli uliveti. A Zilten visitiamo la grandiosa moschea di Si Di Aduslam e la sua tomba che è la più venerata di tutta la Libia. Nel pomeriggio siamo a Leptis Magna; sostiamo nell’ampio parcheggio all’interno del sito archeologico dove si può pernottare , piantare anche tende. In loco ci sono alcuni ristorantini. Leptis Magna ci colpisce per la grandiosità e la raffinatezza dell’architettura la cui bellezza fu quasi uguale a Roma. Anche qui il teatro, il foro, le basiliche e il grande arco, acquistano un fascino particolare alla sera quando cala il giorno e le luci lasciano il posto alle ombre .
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15 Partenza: Leptis Magna
Arrivo: Tripoli Durata: 1,30 h
Distanza 100 Km
Arriviamo in breve tempo nella città, parcheggiamo nella centralissima piazza Verde, davanti alla polizia sempre disponibile a darci informazioni..
Siamo arrivati su questa piazza guidati da un gentile automobilista. Le indicazioni stradali sono numerose ma a noi non servono, sono solo in arabo. Per due giorni gironzoliamo in libertà nella capitale per scoprire l’antico fascino. Da piazza Verde partono a raggera le principali strade con edifici tutti bianchi. Al termine della via centrale, con portici e negozi, sorge la chiesa con cupola e campanile, eretta negli anni del fascismo ed ora trasformata in moschea. Nei souk, frequentati da pochi turisti, c’è ancora un’atmosfera autentica, le merci esposte sono prettamente locali. Il luogo più interessante da visitare è il museo che raggruppa in ogni piano un’epoca diversa: si va così dalla preistoria sino all’epoca più recente della rivoluzione.
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16 Partenza : Tripoli
Arrivo : Confine tunisino Durata: 2,30 h
Distanza: 180 Km
Facciamo ancora una tappa nel sito archeologico di Sabrata, poi nella graziosa cittadina di Zuara per gli ultimi acquisti, quindi alla frontiera che dista circa 60 Km.
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L I B I A
ESTENSIONE: Una superficie di 1.760.000 kmq
ABITANTI: Circa 4.000.000 metà dei quali sotto i 15 anni
ORDINAMENTO DELLO STATO: Il governo libico si basa sul sistema dei Consigli del Popolo introdotto dal colonnello Gheddafi
RELIGIONE: I libici sono al 100% mussulmani
MONETA: Dinaro libico. Sino ad un anno fa un dinaro lib. al cambio ufficiale valeva sulle 4.500, alcuni dicono che attualmente le cose sono cambiate. Il cambio nero è praticato un po’ dappertutto. Chi va con i mezzi propri, già dieci km prima della frontiera, troverà, lungo la strada, numerosi cambiavalute, qui per un dinaro applicano un cambio da circa 600 Lire. La valuta più richiesta sono i $ Usa.
LINGUA: La lingua ufficiale è l’arabo. Nelle città si incontra sempre qualcuno che parla inglese
DOCUMENTI NECESSARI: Passaporto con visto. Il visto può essere richiesto presentando apposito formulario, due foto, passaporto valido almeno sei mesi privo di visto di Israele. Sul passaporto deve essere preventivamente apposto un timbro bilingue italiano-arabo, disponibile nelle principale questure, che dovrà essere compilato da un traduttore arabo con i dati anagrafici del titolare. Attualmente ottenere il visto è diventato più complicato, per chi va con il proprio mezzo, infatti il consolato libico di Milano richiede tassativamente una lettera di invito. L’invito può essere richiesto alle diverse agenzie che operano in Libia, in questo caso, però, si è vincolati a qualche escursione preventivamente concordata, oppure telefonando al Consolato libico che generalmente fornisce indirizzi di agenzie che operano in Italia.
Il Visto costa Lit. 42.000. Alla frontiera con il camper ho pagato per l’ingresso ed assicurazione 200$ Usa e 50$ per il Carnet de passage en duane. Al veicolo si applicano le targhe libiche. Vige l’obbligo di registrarsi, entro 24 ore, ( sono tollerati anche 2/3 giorni) ad un comando di polizia.
All’uscita dal paese mi sono stati restituiti 50 dinari lib. Per la Tunisia non è richiesto alcun visto.
INDIRIZZI UTILI: Consolato libico Via Baracchini 7 Milano tel. 02/86464285; Ambasciata libica Via Nomentana 365 Roma tel. 06/86320951.
In Libia: Ente Generale del Turismo P.O. Box 91781 Tripoli tel. 021/503041; Ag. OEA For Travel & Tourism, Dat Al Emad Complex Tower 3, Tripoli tel. 021/32016; Ubari Tourism P.O.Box 53358 Ubari Tel 0729 2276; Ablassa Travel and Tourism Agency tel. 021/ 4805772 Tripoli; Winzrik Tourism Services Co P.O.Box. 12794 Tripoli tel. 218/21/3336734
COME ARRIVARE: Causa l’embargo (attualmente in via di definizione, di conseguenza i collegamenti sono migliorati o miglioreranno a breve) si approda in aereo con scali a Djerba, in Tunisia. Taxi collettivi libici assicurano collegamenti con la capitale.
In alternativa è possibile raggiungere Malta in volo o via mare e proseguire per Tripoli in nave con la Sea Malta tel.00356/232230 o con la General National Maritime Transport company tel. 021/ 34865 Tripoli. Esistono numerosi collegamenti marittimi dall’Italia per Tunisi: Tirrenia tel 010/2758041 e 0923/21896 da Genova (24 ore), Trapani (7 ore), oppure con la nave Habib (tunisina) con partenza da Genova e da Marsiglia. Il costo su quest’ultima è di circa 2.100.000 a/r per un camper e cabina per due persone.
DOGANA: L’unico confine con la Tunisia aperto ai turisti è RasJadir; i controlli sono normali, noi personalmente non ne abbiamo avuti, non è ammesso alcun genere di alcolici, il tempo necessario per le pratiche contenuto ( minimo 1h massimo 3 ). La polizia è cortese, per la compilazione dei moduli in arabo viene fornita traduzione in inglese o francese.
CARBURANTE: Ci sono distributori in ogni paese aperti 24 su 24. Una tanica di scorta è consigliata ma non indispensabile. Il costo del gasolio calcolato al prezzo del cambio nero si aggira sulle 50 lire.
SALUTE: Nessun particolare rischio né particolari precauzioni. Nei mesi caldi, al sud, si incorre di più nel rischio malaria. L’acqua si trova presso i principali distributori, consigliabile aggiungere dei disinfettanti. L’acqua minerale si trova facilmente al nord meno al sud.
ALIMENTARI: Ovunque si trovano pane, uova, frutta, verdura; i negozi nelle grandi città sono forniti di tutto.
RISTORANTI: Sono puliti ed economici, rari nei piccoli centri, pochi nelle grandi città, il servizio è buono.
ACQUISTI: Non c’è molto da comprare; qualche prodotto artigianale si trova nei souk di Bengasi, Tripoli.
UFFICI TURISTICI: Si trovano solo nelle grandi città e nelle oasi di Gadhames e Ghat.
POSTI DI BLOCCO: Frequenti nel sud, comportano fermate di qualche minuto, ma nessun problema.
LIMITAZIONI: Qualche restrizione a Sebha e in altre zone militari dove non si può sostare né fotografare , nessun altro divieto ai turisti, sempre bene accolti.
STRADE: Ovunque molto belle e ben asfaltate, traffico quasi nullo. Solo due tratti di strada ( 100 km. circa) sono costellate di buche ed a tratti sterrate
GUIDE E CARTE: Ne esistono diverse. Io ho usato la guida EDT Tunisia e Libia e la Michelin, Africa north and West scala 1: 4.000.000
COSTO DELLA VITA: Estremamente basso ad eccezione degli hotel di categoria superiore dove, pagando in dinari lib., viene richiesta la ricevuta del cambio effettuata presso la banca; in questi casi il costo è davvero alto
TELEFONO: Presso tutti gli uffici postali si può telefonare. Nei centri minori ci sono dei posti telefonici dove un addetto provvede a chiamare il numero desiderato. Non abbiamo mai avuto problemi.
TRASPORTI INTERNI: Autobus collegano le principali città con partenza giornaliere da Tripoli e da Bengasi per tutte le destinazioni almeno una volta al giorno. Per le escursioni fuori strada esistono in loco numerose agenzie, consigliabile sentirne alcune prima di decidere in quanto il prezzo può variare di molto. I viaggiatori muniti di fuori strada, in alcuni luoghi, hanno l’obbligo di avere una guida, nell’area dell’Acacus è necessario avere un permesso che si ottiene con facilità.
CAMPEGGI: I campeggi ufficiali sono pochi in compenso si può campeggiare liberamente dove si vuole, se avete perplessità chiedete alla polizia sempre cortese e premurosa.
CLIMA: L’estate è molto calda, lungo le coste la temperatura raggiunge 30° con alto tasso di umidità, a sud verso il deserto può arrivare a 50°. In inverno il clima è fresco e piovoso sulle coste , mentre nel deserto l’escursione termica tra notte e giorno è altissima, di notte può scendere sotto lo zero. In primavera, talvolta, si incontra il ghibli, il caldo vento del deserto, che fa innalzare, in breve tempo la temperatura sino a 40/ 50°. La stagione ottimale è l’autunno inoltrato.