INTERVISTA DI DANIELA DUCOLI MANDATA IN ONDA SU RADIO MONTE CARLO L'8 FEBBRAIO 2000
Daniela Ducoli: Sulle tracce degli Eschimesi
si sono messi già in viaggio i due fratelli Panzera. Io in questo momento
parlo con Giovanni. Buongiorno, benvenuto.
Giovanni Panzera: Buongiorno.
D.D.: Intanto tu questa impresa la compi con tuo
fratello che conosceremo tra poco e non siete nuovi ad imprese di questo tipo
perchè l'anno scorso siete stati in Lapponia, per esempio.
G.P.: Siamo stati in Lapponia lo scorso anno.
Ormai sono 15 anni che giriamo i paesi dell'Artico, sempre nel periodo
invernale: una nostra scelta che dura ormai da parecchi anni.
D.D.: Vi piace il freddo?
G.P.: Ci piace il freddo, soprattutto ci
interessa andare a trovare e scoprire queste popolazione dell'Artico che sono
sempre meno e sono sempre più in via di estinzione.
D.D.: Quindi la farete con le biciclette e con
quale altro mezzo?
G.P.: Questa traversata la faremo in gran parte
con le biciclette e poi dove le biciclette non potranno muoversi affronteremo
questo percorso su gli sci.
Quindi diciamo che avremo circa 3200 km in totale di
cui 600 con gli sci e tutto il resto in bicicletta.
D.D.: A parte la solitudine, la scarsa
popolazione e le condizioni estreme ambientali, quali altre difficoltà
potrebbero capitarvi?
G.P.: Chiaramente il grande freddo, questo è il
grosso problema diciamo, anche perchè lassù avremo delle temperature che
gireranno intorno ai -40°C, -30°C e poi, attraversando lo stretto di Bering, è
possibile incontrare gli orsi bianchi e poi, durante tutta la traversata in
Alaska, il grosso problema saranno i lupi.
D.D.: A questo punto voglio fare una domanda a
tuo fratello, Teresio Panzera.
G.P.: Sì, Teresio, ok.
Teresio Panzera: Pronto? Buongiorno.
D.D.: Benvenuto anche a te. Allora, quando sento
parlare di imprese di questo tipo mi viene subito una domanda da farvi. Perchè
lo fate?
T.P.: Perchè, più che oltre la questione
sportiva in sè, c'è la ricerca di questi Inuit, quelli che noi chiamiamo
Eschimesi. In più effettueremo anche dei test medici per valutare le varie
azioni dei parametri fisici in una lunga permanenza al freddo e svolgendo
un'intensa attività fisica.
D.D.: Sulle tracce degli eschimesi, la nuova
grande avventura dei fratelli Panzera da Cuneo.
T.P.: Grazie.
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intervista.mp3 (273 kb)
Forse nei fratelli Panzera subentra un misto di delusione e sconforto morale
quando si trovano nell’oggettiva necessità di dover variare il programmato
percorso che per loro rappresentava la realizzazione di un accarezzato sogno.
Il sogno, programmato tassello dopo tassello, nell’arco di un anno,
consisteva nell’attraversare in mtb lo Stretto di Bering, viaggiare in perfetta
indipendenza attraverso l’Alaska ed il Canada e raggiungere la città di Inuvik,
arrivo del temerario viaggio entusiasticamente iniziato il 10 febbraio.
Le avversità climatiche non hanno tardato a martoriarli e le comunicazioni
con i genitori sono state forzatamente scarse poiché dai villaggi incontrati è
difficile ottenere comunicazioni internazionali.
La prima telefonata non era delle più tranquille e sottolineava il tormentato
e pauroso attraversamento dello Stretto di Bering, la 2° comunicazione avvenuta
per lettera, chiariva ulteriori pericolosità prospettando la paura degli
attacchi di orsi polari, il continuo imperversare del "Blizzard", vento
ghiacciato che spira ai 100 km orari e abbassa la temperatura ai –48 gradi e
fatto increscioso, il congelamento di 4 dita della mano di Giovanni, un
incidente che consiglia il salvataggio aereo con raggiungimento di Nome.
Fino a questo punto tutto è chiaro, tutto è spiegato e descritto, ma da
questo momento, nonostante ulteriori comunicazioni, il loro peregrinare in
queste, quasi deserte terre, diventa nebuloso.
La continua ed anomala caduta di neve , provoca la chiusura delle piste e ai
fratelli Panzera, a Nome, viene consigliato di modificare il tracciato, non
puntando a sud per raggiungere il fiume Yukon, ma proseguire, il più possibile
in linea retta con obbiettivo Fairbanks ed oltre.
Altro imprevisto, il pacco viveri, integratore delle scorte alimentari da
Cuneo raggiunge Unalakleet dove è regolarmente arrivato ma il repentino, quanto
obbligatorio, cambio di percorso li porta lontani da tale centro, quindi
ulteriori grattacapi per recuperarlo.
La seconda telefonata, giunta da Farwel, martedì 14 marzo, assicura che le
scorte viveri sono in loro possesso e che raggiunto e superato il grosso centro
di Fairbanks e avvicinatisi al confine con l’Alaska hanno ricevuto il diniego di
entrare in Canada in quanto i 4 metri di neve, ultimamente caduta, rendono
impossibile l’apertura di qualsiasi pista.
Le notizie, dalla breve e lacunosa telefonata, fa presumere che i due,
puntando a sud attraversino buona parte dell’Alaska cercando di giungere,
possibilmente a fine mese, ad Anchorage e concludere la loro sofferta avventura.
Il tono di voce della telefonata, ha fatto intuire ai famigliari, il loro
morale avvilimento originato non tanto dalle pesanti avversità atmosferiche che
comprendono anche voluminose valanghe ma dalla preoccupazione per il
congelamento di Giovanni che oltretutto deve sopportare la materiale sofferenza
fisica curata, in assenza di medici, con pomata e bagno della mano in acqua
calda.
Il nervosismo è più che giustificato, le difficoltà sono molteplici e di ogni
tipo e noi, oggi li immaginiamo sulla rotta di Anchorage per concludere al più
presto una spedizione che si sapeva al limite della sopportazione umana ma non
era pensabile che le anormali condizioni climatiche riuscissero a mettere in
difficoltà due esperti e atletici personaggi che nel loro "carnet" hanno già
incasellato imprese al Capo Nord, Islanda e Lapponia.
I fratelli Panzera, raggiunta la terraferma a Walles il 16 febbraio dopo
aver avventurosamente attraversato lo Stretto di Bering, decidono di proseguire
il viaggio il mattino del 17 ma, con sorpresa, per l’arrivo del "Blizzard" un
ghiacciato vento proveniente dal Polo Nord che spira ad oltre 100 km/orari e
conseguentemente abbassa a – 48° la temperatura, si
vedono costretti a sospendere l’avventura.
Il 22 febbraio ritornano in sella nonostante il clima sia sempre nel segno
del massimo freddo e viaggiano verso Teller, villaggio che riescono a
raggiungere con fucile e pistola lanciarazzi sempre carichi per il terrore degli
orsi polari incattiviti dalle avversità atmosferiche e cosa più importante,
Giovanni, l’operatore del duo, per realizzare poche riprese prima dell’inutilità
della telecamera, incappa nel congelamento di 4 dita di una mano.
Con apposite pomate ed immersione della mano in acqua calda, hanno provveduto
alle prime cure e come sospirato hanno raggiunto Teller piccolo centro e oasi di
salvezza.
Le avversità ancora non terminano poiché la strada (pista ghiacciata)
Teller-Nome è impraticabile e con l’ausilio dei "Trooper", paragonabili alla
fusione del nostro Corpo Forestale con il Soccorso Alpino, il 25 febbraio si
imbarcano su un piccolo aereo e raggiungono Nome.
Per quanto riguarda l’attrezzatura principale, scrivono i Panzera, viaggiamo
in assoluta tranquillità, i mtb Santysiak, gli sci Massi Sport, i preziosi
apparecchi isotermici Melform, , i vestiti e le tende, si sono rivelati
eccezionali ed immuni di difetti.
Quanto sopra illustrato si evince dalla lettera dei Panzera spedita il 25
febbraio e arrivata ai genitori il 6 marzo e noi interessati alla loro impresa,
immaginiamo che in data odierna arranchino sul fiume Yukon, largo 4/5 km, alla
volta della più grande e prosperosa Fairbanks, cittadina di circa 20.000
abitanti.
Tramite satellite, il 16 c.m., i fratelli Giovanni e Teresio Panzera,
hanno attivato il primo contatto telefonico con i genitori e durante la
brevissima e difficoltosa comunicazione hanno fatto un primo sunto delle
difficoltà incontrate.
Partiti il 10 febbraio dalla Siberia, hanno affrontato e superato con grande
e continuo spavento lo Stretto di Bering e ieri, 16 c.m., hanno raggiunto sulla
terraferma dell’Alaska, Walles, un agglomerato di poche case di pescatori
eschimesi.
Questo popolo, con un ciclo di vita media che si aggira sui soli 35 anni, si
è dimostrato estremamente ospitale e con volenterosa disponibilità hanno
superato difficoltà tecniche per mettersi in contatto telefonico con Cuneo.
La pur breve e sintetica telefonata è quasi drammatica, il viaggio sul mare è
stato, dai due fratelli, definito “difficoltoso”, pauroso e deprimente” e con
una spontanea e genuina espressione si è udito un calzante “mai più”.
La traversata si è effettuata sotto un continuo cielo grigio-cupo che
alternava al gelido e forte vento le bufere di neve, il tutto condito da un
continuo e rigidissimo clima, che sebbene non precisato, deve interndersi molto
inferiore ai –30° previsti e si è conclusa con 6 giorni di continuo viaggio
alternando lo sforzo del mtb lunghi tratti con i meno veloci sci trainando
l’indispensabile carrettino.
L’uniforme spazio ghiacciato privo di punti di riferimento, il ben
percettibile continuo rollio del ghiaccio che produce un’udibile e poco
rassicurante scricchiolio, provoca nei due temerari, una continua ed opprimente
ossessione che li spinge a raggiungere velocemente la terraferma dell’Alaska.
Walles, è la nostra salvezza, ci rinfranchiamo più nello spirito che nel
fisico e da domani (17 c.m) iniziamo il cammino verso Nome, l’antica città
dell’oro e in questo momento, dovendo modificare il percorso non siamo in grado
di valutarne la distanza, ma accompagnati dai lupi, speriamo di raggiungere
presto questo piccolo centro e poter inviare le prime testimonianze fotografiche
di questo tormentato viaggio.
I fratelli Giovanni e Teresio Panzera e le loro preziose attrezzature, si
sono imbarcati alla Malpensa, lunedì 7 alle ore 12 con destinazione
ANCHORAGE in Alaska dove secondo il nostro orario sono giunti martedì alle
ore 9.
Per effetto di 10 ore di differenza di fuso orario i nostri eroi, secondo
orario locale sono sbarcati ad ANCHORAGE alle ore 23 di lunedì 7
febbraio, stesso giorno di partenza.
Dopo lo sbarco dei Mtb-Santyasiak e carrettini i fratelli Panzera hanno
effettuato la prima telefonata ai genitori confermando la regolarità del
viaggio e all'arrivo si sono immersi nei previsti e normali
-27 gradi.
Facendo riferimento agli orari italiani, i nostri eroi sperano di effettuare
"domani" (mercoledì 9) il viaggio ANCHORAGE-NOME e
con altro velivolo NOME-PENISOLA DELLA CHUKOSK (Siberia) con probabile sbarco
in un agglomerato di case non ben identificato.
Se tutto funziona a dovere, continuano nella loro condensata telefonata, alle
ore 9 di giovedì 10 avverrà la partenza dalla Siberia per
l'attraversamento dello STRETTO DI BERING, raggiungimento di NOME in ALASKA,
viaggio sul fiume YUKON sino al Canada e
dopo una presunta cavalcata di 3000 km entreranno in INUVIK, città che pone
la parola "fine" alla loro avventura.
Tornando allo specifico i nostri eroi affrontano come primo ostacolo
l'attraversamento dello STRETTO DI BERING che nel punto più
stretto è di 110 km ma per trovare una superficie abbastanza piana, idonea
all'uso dei loro mezzi, mountain bike con carrettino a traino dal peso di 120 kg
dovranno sicuramente scegliere una zona di marcia che allunga il percorso ai 150
km.
Scendendo nei particolari i due potrebbero riscontrare l'impossibilità di
viaggiare in mountain bike e in questo caso sarebbero costretti ad
usare gli speciali sci di grande robustezza e aiutati da speciali fasce
applicate alle spalle ed alla vita, trainare loro stessi il carrettino.
Questo modo di viaggiare sicuramente limiterebbe il percorso giornaliero in
10/15 km contro i 50 in mountain bike.
Un pericolo reale che comunque fa sorridere i nostri protagonisti è
sicuramente rappresentato dal probabile incontro con orsi polari che
frequentano la zona alla ricerca del quotidiano cibo.
Ammesso che i nostri eroi, viaggino in modo continuo in mountain bike,
occorrerebbero almeno 3 giorni per il superamento dello Stretto di Bering e
altri 6 giorni per raggiungere in piena ed obbligatoria autonomia NOME la
"Città dell'Oro" primo centro abitato da circa 2000
eschimesi producendo il primo contatto con questo popolo e la possibilità di
diramare le prime notizie del viaggio.
A noi tutti e allo sponsor principale "Il Boscaiolo" di Beinette non resta
che immaginare il fruscio delle pedalate e lo scricchiolio delle ruote
sul ghiaccio e restare in attesa dal 19 c.m., in avanti delle telefoniche
notizie di un fantastico ed impossibile viaggio, una telefonata che
svelerà il ripetitivo lavorio giornaliero per conquistare una dura e bianca
terra che nella sua normalità presenta i -30
gradi.
In rosso tratteggiato il percorso previsto,
in giallo la strada fin qui percorsa.
Periodo: Febbraio - Marzo - Aprile 2000
Partenza: UELEN piccolo paese in Siberia.
Percorso: traversata dello Stretto di Bering (ghiacciato nel periodo invernale).
Raggiunta la costa dell'Alaska si risalirà il fiume Yukon per oltre 500 km.
In seguito si percorrerà l'Alaska Highway, la Klondike Highway e la Richardson
Mountain. Queste vie di comunicazione in inverno si trasformano in piste
ghiacciate e innevate. La spedizione si concluderà a INUVIK, la città degli
Inuit.
"INUIT, sulle tracce degli eschimesi" rappresenta per i fratelli PANZERA una delle spedizioni più complesse ed esaltanti mai compiute finora.
Un'impresa in cui non si potrà contare sull'aiuto di nessuno in quanto i
territori del nord sono tra quelli a più bassa densità di popolazione della
terra: 1 abitante ogni 60 km. quadrati.
Per l'intera traversata verranno utilizzate delle mountain bike quando le strade
o le piste lo consentiranno, oppure gli sci quando il territorio e l'eccessivo
innevamento non permetteranno di avanzare in altro modo, trainando quelle
slitte/carrello che già nella spedizione invernale in Lapponi si sono dimostrate
funzionali per questo tipo di spedizioni.
Senza ombra di dubbio, sarà una spedizione estremamente difficile ed impegnativa
in quanto non è mai stato effettuato per intero questo tipo di percorso. La
capacità, la sicurezza e la professionalità accumulata in questi 15 anni di
spedizioni, sono gli ingredienti fondamentali per una buona riuscita di questa
spedizione.
Oltre 3000 km. da percorrere in mountain bike e con gli sci trainando slitte con
un carico di 100/120 kg. partendo da UELEN, piccolo paese posto
all'estremità orientale della penisola di CHUTKOSK (Siberia).
Luogo di arrivo della spedizione, INUVIK, centro abitato posto nei
Territori del Nord Ovest Canadese.
Primo obiettivo della spedizione sarà l'attraversamento dello STRETTO DI
BERING per raggiungere WALES sulle coste dell'Alaska. Il continente
americano e quello asiatico sono separati dallo stretto di Bering, un braccio di
mare che si restringe fino a lasciare fra le due coste una distanza minima di
circa 100 km. che in inverno è completamente ghiacciato.
Ed è nel punto più stretto che è possibile effettuare la traversata in quanto,
spingendosi verso il mare aperto, le correnti provocano grandi fratture rendendo
impossibile ogni transito.
In questo tratto, la spinta provocata dall'Oceano Pacifico da sud verso nord e
quella dall'Oceano Artico da nord verso sud provocano una pressione del ghiaccio
tale da far emergere blocchi di ghiaccio alti anche decine di metri.
Le zone evitate dalla pressione del ghiaccio sono invece interessate dai
SASTRUGI, ovvero rilievi ghiacciati che si formano a causa dell'azione del
vento.
In più se pensiamo che il mare ghiacciato viene utilizzato dai numerosi orsi
polari presenti nella zona alla ricerca di cibo, questa prima parte della
spedizione non è male!!!
La spedizione "INUIT, sulle tracce degli eschimesi" non terminerà una
volta raggiunta la costa dell'ALASKA, ma continuerà per altri 2800 km.
Sempre attraverso piste ghiacciate si raggiungerà NOME, la "città dell'oro" per
poi risalire il mitico ed enorme fiume YUKON che in tempi passati vide
transitare migliaia di persone cariche di sogni e di speranze, molte delle quali
finite poi miseramente o in tragedia.
Lo YUKON taglia in due l'ALASKA e il CANADA e data la sua latitudine è per tutto
l'inverno completamente ghiacciato.
Sarà questa la "strada" che verrà percorsa per buona parte in ALASKA, in quanto
gran parte di questo territorio è privo di vie di comunicazione.
Le comunicazioni tra i vari villaggi sono sempre state uno dei problemi maggiori
specie in estate.
In inverno tutto gela e se si hanno le capacità e la resistenza alle temperature
polari, i fiumi e i laghi diventano piste ideali.
Dire che lo YUKON è un fiume è dire poco. Lungo 3200 km. (cinque volte più lungo
del Po), e largo il doppio.
Proprio per le sue caratteristiche, in inverno viene utilizzato dagli INUI
(eschimesi) che con le slitte trainate dai cani, si spostano per andare a
caccia, a pesca o per effettuare scambi con altre comunità.
Lo YUKON ghiacciato offre anche altre garanzie, prima fra tutte la possibilità
di spostarsi in modo agile in quanto attraversare le fitte foreste è quasi
impossibile; in secondo luogo viaggiare sul fiume consente una grande visibilità
e di conseguenza è possibile avvistare con un buon margine di tempo eventuali
branchi di lupi
presenti nella zona evitando
così spiacevoli situazioni.
Dopo 1200 km. di mare e di fiumi ghiacciati, la spedizione "INUIT, sulle
tracce degli eschimesi" tornerà sulla terra ferma ed imboccherà la ALASKA
HIGHWAY, la strada che collega l'ALASKA con il CANADA.
Costruita nel 1942 in 8 mesi per scopi militari, soltanto nel 1948 è stata
aperta al transito civile.
La KLONDIKE HIGHWAY la strada che attraversa l'ALASKA e giunge a DAWSON CITY e
evoca gli "antichi fasti della corsa all'oro". Su di essa transitarono più di
40.000 persone in un solo anno.
Si deve infatti al 1872 l'inizio di questa epopea che segnò per anni i Territori
del Nord Ovest fino a quando terminati i filoni auriferi si ininziò in modo
industriale ad estrarre rame e petrolio.
Infine la DEMPSTER HIGHWAY, unica strada esistente che colleghi INUVIK al centro
del CANADA ed esattamente a DAWSON CITY, attraversando la catena dell'OGILVIE
MOUNTAIN e delle RICHARDSON MOUNTAIN.
Sono 741 i km. della RICHARSON HIGHWAY: questa strada è stata dedicata alla
memoria di un caporale di polizia che nell'inverno del 1910, registrato come uno
dei più freddi della storia, perì nella ricerca di altri uomini a cui il freddo
aveva riservato un tragico destino.
Il paese di INUVIK, situato nei territori del Nord Ovest sarà la meta finale
della spedizione. E' la città degli INUIT, conosciuti in occidente come
ESCHIMESI "gente che mangia la carne cruda".
Le difficoltà saranno quelle di sempre per i fratelli Panzera, esperti in
avventure nelle terre artiche; le temperature estreme, i forti e gelidi venti
provenienti dalla Siberia e dal Polo Nord e le grandi precipitazioni nevose che
spesso si trasformano in bufere.
Uno dei progetti principali della spedizione sarà quello di incontrare e
conoscere le varie comunità INUIT sparse sul territorio e attraverso le immagini
e le testimoniamze, salvarne la memoria trasmettendola ai popoli occidentali.
In tutto l'estremo nord dell'ALASKA e del CANADA sono presenti queste piccole
comunità di Inuit che vivono oltre il Circolo Polare Artico.
E' un popolo in via di estinzione in quanto le condizioni di vita estreme non
permettono a questa popolazione di invecchiare.
Altri Inuit si sono trasferiti nelle grandi città come ANCHORAGE. Alcuni di loro
non riuscendo però ad inserirsi nello stile di vita americano sono finiti,
purtroppo nella spirale dell'alcolismo.
Il desiderio di conoscenza non è mai pago e il cercare di raccogliere e poi
trasmettere le emozioni attraverso le immagini è una continua sfida.
Avanti dunque, i preparativi da fare sono molti e il tempo passa velocemente, in
attesa dell'inverno che segnerà anche l'inizio del terzo millenio.
GEOGRAFIC ASSOCIATION
"PER LA CONOSCENZA GEOGRAFICA E CULTURALE DEL MONDO"
| Giovanni Panzera, nato a Cuneo nel 1965. Titolare dello studio di produzioni video-televisive ARTIC VIDEO. Specializzato in riprese estreme, realizza numerosi documentari sia naturalistici che sportivi. Ha al suo attivo numerose performance nel campo ciclistico, gran fondo nazionali, internazionali e parecchi raid tra i quali spicca il "Giro delle Alpi italo-francesi" in cui ha valicato ben 19 passi alpini in soli 5 giorni. Ha collaborato alla stesura del primo libro sulla mountain bike pubblicato in Italia ed edito dalla casa editrice Zanichelli. |
| Teresio Panzera, nato a Cuneo nel 1959. Titolare dello studio di produzioni video-televisive ARTIC VIDEO. Specializzato in fotografie naturalistiche e sportive, collabora con numerosi settimanali e riviste mensili. Ha al suo attivo numerose salite alpinistiche nelle Alpi marittime e nel massiccio del Monte Bianco, nonchè in diverse nazioni europee. Dal 1980 ad oggi ha effettuato decine di "prime" ascensioni su cascate di ghiaccio. Ha acquisito il brevetto di Accompagnatore Escursionistico ed è membro della Commissione Nazionale Centrale Cinematografica del Club Alpino Italiano. |
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